Isola di Boa Vista: l’oceano incontra il deserto – styled by Barbara

Boa Vista : un’alternarsi di dune, spiagge sabbiose e acque cristalline

L’isola di Boa Vista fa parte dell’arcipelago di Capo Verde di fronte alle coste del Senegal e a 6 ore di volo da  Milano. Grazie al gradevole clima tropicale durante tutto l’anno con temperature medie che vanno dai 22 ai 28 gradi, è una di quelle mete che può essere visitata sempre!

L’isola capoverdiana è una delle isole ancora incontaminata, poco costruita e protetta dal turismo invasivo. Larga appena 30 km si può visitare tranquillamente noleggiando una macchina necessariamente 4×4. Ma se volete addentrarvi nelle dune e nel deserto di Viana (il Sahara in miniatura!) è meglio partecipare a escursioni organizzate. Il rischio, altrimenti, è quello di perdersi e di rimanere impantanati nella sabbia.

Le spiagge bianche e dorate sono tantissime, come la spiaggia di Chaves oppure una delle più belle è la spiaggia di Santa Monica (chiamata cosi perché richiama la famosa spiaggia californiana).

L’isola è il paradiso di tutti gli sportivi! Si,  perché praticare sport qui è davvero piacevole. L’aria, il vento, le temperature mai eccessive e il suono della natura permettono di raggiungere una grandissima concentrazione.  Ideale anche per chi ama attività più soft e meditative come lo yoga.

Ci sono punti dove le onde sono piuttosto alte (5-6 metri) e altri in cui il mare è piatto senza rocce pericolose , a voi quindi la scelta se siete nuotatori, surfisti o amanti di kite.

Nelle strutture turistiche (principalmente si trovano hotel con trattamento di all inclusive) troverete zone attrezzate per ogni genere di sport: calcetto, beach volley, campi da tennis.

Sebbene il resort “tutto incluso” non sia la mia sistemazione preferita, qui lo consiglio. Le spiagge sono tutte libere e quelle dei resort (attrezzate con lettini e ombrelloni) sono ben tenute e molto pulite. Non posso dire la stessa cosa nelle vicinanze dei maggiori centri abitati, come Sal Rei che è la capitale e dove sorgono la maggior parte dei residence.

Sal Rei, piccolo centro abitato, la sera e nel weekend ha un’atmosfera molto gradevole. davanti al piccolo porto, tanti sono i ragazzi che giocano a calcio o a pallavolo sulla spiaggia, gruppetti di giovani che improvvisano balli locali, baretti in cui si può bere una birra , assaporare del pesce appena pescato o degustare  la Cachupa una zuppa a base di mais, verdure, manioca e patate dolci.

E che dire della gente locale? Molti i giovani, sempre sorridenti, pacifici e molto disponibili. La maggior parte di loro ha un negozietto in cui vendono prodotti artigianali  e il loro claim “NO STRESS” per noi  stranieri diventa invece “CHE STRESS” perché ahimè tutti vogliono farti vedere le loro creazioni e il loro shop!

Impossibile però arrabbiarsi perché sono simpatici e rispettosi e alla fine  si trova sempre qualcosa di carino da comprare come i quadri dipinti o fatti con la sabbia, oggetti in legno, oggetti in terracotta.

Consigliatissima la visita a Morro Negro, l’antico faro dove le dune incontrano l’oceano e tutt’intorno la zona vulcanica, crea un panorama mozzafiato!

Boa Vista, semplicemente un’isola gioiello da vedere!

Boa Vista : Consigli e idee

  • Periodo consigliato: tutto l’anno:
    • più ventosa in inverno, cielo sempre limpido
    • più mite in primavera (periodo migliore per l’avvistamento delle balene)
    • poco ventosa in estate e quando il sole si fa sentire (periodo di deposizione delle uova delle tartarughe)
    • più umida in autunno con possibilità di pioggia (sebbene piova pochissimo)
  • Documenti: passaporto e visto da fare in loco
  • Fuso Orario: 3 ore durante l’ora legale
  • Vaccinazioni: nessuna obbligatoria
  • Valuta: escudo capoverdiano – 1 euro  =  CVE 110
  • Lingua: portoghese ma diffuso anche l’italiano
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Nuova Zelanda e Nuova Caledonia – Il racconto degli sposi Martina e Max

Il meraviglioso mondo della Nuova Zelanda e lo spettacolare scenario dell’isola dei Pini.

Per il nostro viaggio di nozze volevamo scoprire un posto lontano, così lontano da non sapere quando visitarlo altrimenti… e così, dopo quasi 24 ore di volo, ci ritroviamo in Nuova Zelanda!

Auckland non rivela la vera identità neozelandese, dato che si respira un’atmosfera molto europea. È una città moderna, dominata dall’inconfondibile Sky Tower, che si divide tra mare, colline dai parchi lussureggianti ed edifici molto interessanti.

Abbandonata la più grande città della nazione ci avventuriamo in macchina per andare a scoprire quei centri più piccoli, così facilmente raggiungibili con qualche ora di macchina, che però ci catapultano nella vera Nuova Zelanda, fatta di persone cordiali, disponibili e sempre sorridenti e di infinite distese verdi.

Arriviamo a Bay of Island, dove è nata la Nuova Zelanda nel 1840. È una zona di mare e villeggiatura che offre splendide escursioni in mare alla scoperta di mille isolotti e alla ricerca di delfini, balene e orche…che molto antipaticamente non si sono a noi palesati.

 

Dopo una tappa di passaggio a Hobbiton, celeberrimo set cinematografico, raggiungiamo Rotorua, con il suo peculiare odore zolfo dato dall’intensa attività geotermale. Qui entriamo in contatto con la cultura Maori nell’autentico villaggio di Whakarewarewa, dove assaporiamo la tipica cucina con cottura a vapore e prendiamo parte ad una haka.

La nostra passione per lo sport si fa sentire e, arrivati al Tongariro National Park, ci cimentiamo in un’incredibile esperienza di alpine crossing: la fatica di 20 km di trekking viene ampiamente ripagata dalla vista dei vulcani, dalla neve candida, dal colore smeraldo dei laghi e dall’allegria della nostra guida.

Il giorno seguente, con le gambe a pezzi, ci rimettiamo in viaggio. Passando da Palmerston North, ci fermiamo per una visita la Museo del Rugby; è lo sport nazionale e tutti ne vanno matti.

Arriviamo a Wellington e qui il nostro cuore salta un battito, segnando il definitivo innamoramento nei confronti di questo magnifico paese. La capitale, che conta solo 250 mila abitanti, ci strega con il suo centro moderno affacciato sul mare, i quartieri residenziali di villette ad un solo piano con giardino, la sua tranquillità e la sua costa infinita, selvaggia ed autentica.

Con enorme dispiacere la lasciamo alla volta dell’isola del Sud.

Alloggiamo in un piccolo ma meraviglioso bungalow con vista sul mare e l’alba dell’Abel Tasman National Park. Qui torna la voglia di movimento e scegliamo di scoprire il parco con l’escursione di un’intera giornata in kayak.

La natura incontaminata della riserva marina, le foche sulle rocce e i colori dell’acqua e delle spiagge ci accolgono a braccia aperte e riusciamo ad apprezzarli a pieno accompagnati dall’ennesima guida sorridente ed entusiasta.

Lasciamo una zona di vitigni e percorriamo la State Highway 1 in direzione sud a picco sul mare, immersi in una pioggerellina che ricorda Londra e una vegetazione da foresta tropicale, per arrivare alle Pancake Rocks: il paesaggio incontaminato e la furia del mare fanno capire chi comanda sulla costa Ovest.

Da qui raggiungiamo la costa Est con il TranzAlpine Railway, un treno panoramico che permette di assaporare paesaggi diversi, incontaminati, che spaziano dalle colline alle montagne ai fiumi.

E di nuovo veniamo catapultati nella natura e nel verde della Nuova Zelanda, paesaggi che riescono a rapirti e far scattare all’infinito la macchina fotografica.

Christchurch ci colpisce come un destro sul viso. Due terremoti hanno distrutto il centro storico della città, ma non hanno scalfito la forza dei neozelandesi.

Edifici nuovi uno più bello dell’altro spuntano tra gli spazi vuoti in pieno centro, ricordando in ogni momento cosa è successo e come si può reagire con determinazione, voglia, sorriso e unione.

Una semplice visita all’International Antarctic Center si trasforma in un piacevole incontro con alcuni ricercatori italiani che, offrendoci il primo caffè decente, ci raccontano del loro lavoro, delle spedizioni e delle due stazioni di ricerca antartica nelle quali l’Italia è impegnata.

Il mattino seguente guidiamo per l’ultima volta tra laghi, vette alpine e alberi che crescono in acqua e ci ritroviamo a Queenstown.

È un piccolo centro affacciato su un lago, di cui non vediamo i confini, zeppo di negozietti ed esperienze adrenaliniche in outdoor, nonché la base di partenza per la nostra escursione nei fiordi. Anzi, nel fiordo, Milford Sound. A bordo di uno stupendo battello, ammiriamo incantati le centinaia di cascate e le scogliere ripidissime a picco sul mare…ma soprattutto avvistiamo pinguini, foche e delfini nel loro habitat naturale.

Finisce così la nostra prima parte di avventura. Nel cuore ci rimarranno, per sempre:

– La gente che con sorrisi, gentilezza e disponibilità fa in modo che la tua esperienza sia sempre al meglio.

– I paesaggi incontaminati, lussureggianti ma soprattutto infiniti che riempiono la vista e il cuore con i loro colori.

Non facciamo in tempo a rattristarci per aver lasciato la nostra futura casa che veniamo catapultati nel paradiso in terra.

La Nuova Caledonia, in particolare l’Isola dei Pini, è esattamente questo, un paradiso.

Mare color smeraldo, sabbia fine come il borotalco, bianchissima, fondali rigogliosi e animali stupendi non possono essere descritti diversamente.

Il nostro resort è quanto di più autentico potessimo incontrare; composto da pochi bungalow, quindi poca gente, sulla sabbia ci ha messo direttamente a contatto con l’isola.

La baia davanti alle nostre finestre è un concentrato di colori, emozioni, tramonti e albe che tolgono il fiato.

Scopriamo che, ogni qual volta decidiamo di tuffarci, la natura di quest’isola ci regala tartarughe marine, mante, razze e milioni di pesci colorati che indisturbati nuotano sotto le nostre maschere e che porteremo sempre con noi!!

Nuova Zelanda e Isola dei Pini: un viaggio da intraprendere

once in a lifetime!

Martina e Max

Minorca, la isla bonita dai panorami mozzafiato

MInorca: il paradiso del relax e delle attività all’aperto

Minorca, perla del Mediterraneo e delle Baleari, patrimonio dell’Umanità dell’ Unesco, è un’ isola di veri contrasti. Vi racconterò però della parte selvaggia di Minorca, non di Cala ‘n Blanes, Cala Galdana , Cala ‘n Bosch che sono dei piccoli centri turistici, con villaggi,  negozi e ristoranti poco caratteristici. Le calette poi sono davvero piccole e lo spazio soprattutto in agosto si riduce al minimo…

 

L’isola si presta molto bene ad ogni tipo di attività fisica: dalle passeggiate a cavallo, al trekking lungo la costa, all’ esplorazione dell’isola in bicicletta ( sia in mountain bike che bici da corsa ) e alle escursioni in kayak. Ce n’è per tutti i gusti, anche per chi vuole solamente oziare sulle splendide spiagge! 

La parte più interessante e selvaggia dell’ isola si trova nella zona  centrale e orientale.

Da dove partire? Direi dai meravigliosi fari. I più belli si trovano a nord est a Cap de Favàritx e Cap de Cavalleria. Il primo faro si trova su una scogliera nera, paesaggio quasi lunare e molto suggestivo. Il faro imponente si scaglia nel cielo con tutta la sua maestosità. A pochi km da qui  si estende una lunga spiaggia bellissima con un mare cristallino dove chiunque può trovare tranquillità. Prima di arrivare al faro però consiglio la visita di un grazioso villaggio dei pescatori Es Grau, da dove si parte per delle escursioni in kayak attraversando meravigliose lagune. Si può approdare in diverse calette tutte facilmente raggiungibili già dopo 20 minuti di pagaiate.

Il colore dell’acqua è strepitoso, vorresti fermarti ogni momento e tuffarti!

Dalla scogliera nera, si passa alla scogliera di roccia rossa, Cap de Cavalleria. Una bella strada conduce a quest’ altro bellissimo faro. Tutt’ intorno calette intime e appartate che diventano luoghi di vero relax. Il colore del mare, di un azzurro trasparente, lascia sempre senza parole. 

Cap de Cavalleria

Al sud invece da segnalare il villaggio  Binibequer, un delizioso villaggio costellato da un labirinto di casette bianchissime con locali e negozietti nascosti tutti da scoprire. Un’atmosfera un po’ shabby chic che vi saprà incantare. Intorno al villaggio non ci sono spiagge di sabbia. Si può prendere il sole sugli scogli (piatti) e tuffarsi direttamente nel mare blu.  Tranquilli, per chi non ama tuffarsi  come me, ci sono le scalette per entrare ed uscire dall’acqua! 

Proseguìamo sulla costa sud-est ed incontriamo Sant Louis, il piccolo villaggio dei mulini. Una breve passeggiata in questo pueblo è poi di nuovo in macchina direzione  Cala en Porter per recarci in un locale sì turistico ( non oso immaginare ad agosto) ma che rappresenta una tappa obbligata: Cova d’ en Xoroi. Un locale d’atmosfera per gli animi romantici con musica lounge. Costruito e scavato interamente nella roccia, puoi accomodarti e bere un drink su divanetti  a strapiombo oppure su alti sgabelli e panche di legno. Quindi, con un buon bicchiere di vino, attendo con piacere di godere di un tramonto bellissimo e spettacolare, in un’atmosfera davvero unica. 

Risaliamo per Alaior, un graziosissimo villaggio tradizionale famoso per la produzione di scarpe. Ogni piazza è costellata da installazioni che rappresentano degli  stivaletti colorati con tacco….1 metro e mezzo?? Si direi di sì. La passione delle donne! 

Tutto questo dona al villaggio un’atmosfera allegra e accattivante. Bei negozi di artigianato e graziosi locali dove fermarsi a bere la Pomada, la loro bevande tipica a base di limonata e gin.

Al centro dell’isola si trova il Monte Toro. Il più alto dell’ isola (360 mt). In cima, intorno ad una piccola piazza con una statua di Gesù, un meraviglioso belvedere su tutta l’isola e anche da qui si può ammirare un tramonto strepitoso. 

Le due città principali Mahon la capitale odierna e Ciudadella la capitale antica, meritano entrambe una visita. Vivaci e a misura d’uomo. Ciudadella con i suoi vicoli storici e il suo elegante  porticciolo rimane comunque il centro preferito dai giovani e non.

Da menzionare il mercato del pescado dove all’interno ho gustato deliziose tapas  e bevuto una buona birra artigianale. Lo sguardo si perde tra tutte le vetrine  che mostrano succulenti bocconcini… Alla fine scegliere diventa un bel problema ! E alla sera, si cena con la paella al nero di seppia! Specialità minorquina. 

Scoprite questa meta per l’anno prossimo.  Una vacanza dalle mille opportunità a poco meno di 2 ore di volo da Milano!

FUERTEVENTURA e le spiaggie delle Canarie – styled by Barbara

FUERTEVENTURA è l’isola della luce.  Questa la caratteristica che mi viene in mente pensando a questa meta. Subito dopo, spiagge sconfinate, spettacolari dune di sabbia, e tanta Aloe! Io amo anche il paesaggio lunare di Lanzarote e mi diverto nel caos di Gran Canaria ma devo dire che trovo unici la brezza, le coste e il mare di Fuerteventura.

Fuerte si trova a sud ovest del Marocco, in mezzo all’Atlantico ed è un’isola vulcanica con diversi crateri inattivi, la più antica delle Canarie; la natura selvaggia è dominante su quest’isola, così come lo spirito hippie della maggior parte degli abitanti e poi…le giornate qui durano tantissimo!

La luce, protagonista indiscussa,  rende tutto brillante, il cielo è sempre azzurrissimo e i contrasti dei colori dell’isola sono all’ordine del giorno.

Impossibile rimanere senza occhiali da sole!

Splendido il contrasto tra la luce tersa e le spiagge nere come quella nella baia di Ajuy;  allo stesso tempo, sorprendenti sono le dune di sabbia bianche di Corralejo …dove la sabbia arriva trascinata dal vento del Sahara; il mare turchese e ancora il verde o il rosso acceso a seconda del ciclo di vita dell’Aloe.

Questa pianta rappresenta per l’isola,  un’importante risorsa per il commercio locale; come saprete, l’aloe vanta tantissimi benefici per il corpo e la salute. Molti sono i negozietti che vendono creme idratanti e lenitive, prodotti per i capelli e molto altro per la cura e la bellezza del nostro corpo; credo di essere entrata in tutti, per tutta gioia dei negozianti!

La vita mondana è concentrata a nord dell’isola: a Corralejo mentre nella zona a sud di Jandia e la Costa Calma si vive un’atmosfera più “relaxed”.

Se invece si vuole assaporare la “vita di altri tempi”, ci sono tantissimi villaggi con casette basse e bianche tipo il delizioso paesino di Lajares o El Cotillo che ricordano caratteristici paesini  spagnoli d’altri tempi.

Vuoi mantenere il fisico in allenamento? Tra surf, windsurf, kite, bicicletta e squash , per gli sportivi non c’è che l’imbarazzo della scelta. Io mi sono dilettata solo nello squash ma ho preferito rilassarmi, sonnecchiare e ascoltare la natura su una delle infinite spiagge!

Anche il palato non rimarrà deluso, tra i piatti che si possono trovare oltre alla paella, consiglio le “papas arrugadas“: piccole e gustose patate locali con salse piccanti e non. Se poi si degustano in una taverna dall’atmosfera antica in un paesino fuori dalla mondanità, per me è il TOP!

Fuerteventura: consigli e idee

  • Durata volo da Milano: 4 ore diretto
  • Fuso: – 1 ora rispetto all’Italia
  • Moneta: euro
  • Documenti: carta di identità valida per l’espatrio

Fuerteventura, un’isola che rigenera mente e corpo

a sole 4 ore di volo da Milano!

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Tasmania – spirito ed essenza della natura -styled by Barbara

Tasmania, un Paese ricco di natura dal fascino insolito.

Tassie, cosi l’isola viene chiamata, è una meta assolutamente da scoprire per chi ama un viaggio all’insegna dello sport all’aria aperta. Il patrimonio naturalistico dell’isola infatti offre moltissime opportunità per fare attività di bushwalking, ciclismo, rafting e Kayak.

Il mare della Tasmania

Dicembre. Atterro a Hobart , capitale della Tasmania e una delle città più vecchie del Paese, subito respiro un’atmosfera amichevole, giovane e vivace. I festival, i ristoranti, i locali sono numerosi. Curioso il fatto che gli abitanti sembrano dover partire per dei safari o recarsi nel bush da un momento all’altro!

Ad Hobart ho il piacere di partecipare al Taste of Tasmania, una manifestazione, la più importante del Paese, dove puoi degustare tutti i prodotti locali e scoprire i sapori culinari della Tasmania. Si parte dal pesce fresco, frutta ed eccellenti vini  ! Ottima la loro birra la BOAGS !   La musica e l’aria di festa creava un’energia pazzesca. In effetti è una manifestazione che richiama tantissime persone, giovani in primis !

 

Hobart è anche il porto di arrivo della più celebre ed impegnativa regata velica: Sydney Hobart Yacht Race. Le barche partono da Sydney e alla vigilia di Capodanno arrivano ad Hobart. Quando le imbarcazioni tagliano il traguardo e la regata termina, si da inizio alle celebrazioni e la festa va avanti ad oltranza.

Procedo con il mio viaggio lungo la penisola di Frecynet. Alloggio nella graziosa cittadina di Coles Bay da dove si parte per l’esplorazione del Frecynet National Park, uno splendido parco ricoperto di erica, e fiori selvatici; per chi ama la natura è il paradiso. Lunghi sentieri escursionistici con vari livelli di difficoltà portano alla scoperta del bush (la vegetazione) e dei suoi abitanti: wallaby (piccoli  canguri), wombati (un mix tra un koala e un orsetto)  e diverse specie di uccelli.

Anche la persona  più pigra rimane rapita dal fascino di questo parco. Mi sembra di vivere in una favola incantata dove la natura stessa prende vita. Gli enormi alberi diventano amici accoglienti.  Spesso mi ritrovo a voler abbracciare i tronchi o a riposare sotto di essi respirando un’atmosfera davvero surreale.

L’arrivo di uno dei sentieri porta alla bellissima Wine Glass Bay, una baia di sabbia bianchissima a forma di calice con un mare blu intensissimo. Purtroppo il nome richiama il periodo in cui venivano uccise le balene e il mare si tingeva di rosso. Fortunatamente questa pratica oggi, non avviene più!

Attraverso la zona di Launceston che rappresenta il punto di partenza per l’esplorazione delle aziende vinicole di Tamar Valley; si possono fare delle ottime degustazioni di vini e prodotto locali. Sempre da Launceston si raggiunge facilmente la  graziosa Evandale che ospita i Campionati mondiali di biciclette antiche.

Arrivo alla fine a Cradle Mountain, Parco Nazionale Patrimonio dell’Unesco, che racchiude il meglio della fauna e della flora tasmaniana. E’ in questo territorio che mi dedico ad una bellissima passeggiata, la Enchanted Walk che passa accanto a magnifiche cascate attraverso una foresta pluviale. Raggiungo poi il Lago St. Claire, il più profondo lago australiano, circondato da alte montagne: il mix dei colori circostanti crea uno scenario davvero incantevole.

Tassie, è davvero il paradiso degli amanti dello sport all’aria aperta. Gli appassionati non si perdano l’ Overland Track, il più famoso bushwalk della Tasmania.

Vuoi altre informazioni? wikipedia ha mille dettagli su questo splendido paese da visitare

Tasmania: Consigli e idee

  • Periodo consigliato: da dicembre a marzo
  • Documenti: passaporto e visto
  • Fuso Orario: 8 ore durante l’ora legale
  • Vaccinazioni: nessuna obbligatoria
  • Valuta: dollaro australiano – 1 AUD = €0,72
  • Guida: guida a sinistra ed è  richiesta la patente internazionale
  • 1 boccale birra: 6 AUD
  • Menu classico di Mcdonald: 10 AUD

Tasmania, una meta che  rappresenta una bellissima estensione dopo un bel viaggio itinerante in Australia del sud.. all’altezza delle migliori aspettative di chi ricerca l’essenza della natura !